
Prima di inviare una sola email, verifichiamo che l'infrastruttura tecnica funzioni. SPF, DKIM, DMARC, reputazione del dominio. Senza questa fase le campagne finiscono nello spam.
Non tutti i contatti valgono allo stesso modo. Segmentiamo per comportamento reale: chi ha aperto di recente, chi ha comprato, chi non risponde da un anno.
Tre email collegate, A/B test su ogni variante, invio scaglionato. Ogni messaggio ha un compito preciso.
La campagna non finisce con l'ultimo invio. Chi ha aperto tutte e tre le email è HOT, chi ha aperto le prime due è WARM. Ogni contatto viene classificato per il ciclo successivo.
Non è un blocco creativo. È l'assenza di un sistema.
Chi si è iscritto si aspetta di sentirti. Il silenzio è il vero disturbo.
Una lista fredda non è morta. È in attesa del protocollo giusto.
Il tasso di apertura B2B in Italia è al 45%. Qualcuno le legge.
È la scusa per nascondere l'assenza di un sistema automatizzato.
Questa è procrastinazione con un nome tecnico.
Un database da 5.000 contatti fermo ti costa ogni mese. Con un tasso di conversione conservativo dello 0,4%, sono 20 clienti potenziali. Moltiplicati per il tuo valore medio per cliente.
Il costo di acquisizione originale è già stato pagato. Quei contatti esistono. Riattivare un contatto già in lista costa 5-7 volte meno che acquisirne uno nuovo con le ads.
Il costo opportunità di tenerlo fermo non appare in nessun bilancio. Ma è reale.
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